venerdì 26 ottobre 2012

Deducibili i beni concessi in comodato, purché strumentali e inerenti


La strumentalità non è esclusa anche nel caso di utilizzazione indiretta, come quella che sorge dal comodato

In caso di beni concessi in comodato a terzi, il soggetto comodante può dedurre il relativo costo negli esercizi di competenza mediante la procedura di ammortamento. Condizione necessaria è che tale costo soddisfi il requisito dell’inerenza. In linea di principio, con riferimento ai beni dell’impresa presso terzi, l’Amministrazione finanziaria ha osservato che non viene meno il carattere della strumentalità per il solo fatto che i beni vengono collocati fuori dallo stabilimento dell’impresa stessa.

Ultimi giorni per la comunicazione dei contratti di leasing e noleggio


Scade il 29 ottobre 2012 il termine per l’adempimento per i contratti relativi all’anno 2011

Scade il prossimo 29 ottobre 2012 il termine per l’invio all’Agenzia delle Entrate della comunicazione dei contratti di leasing e noleggio relativi all’anno 2011. In particolare, tale adempimento, in origine previsto entro il 30 giugno 2012 dal provvedimento direttoriale del 5 agosto 2011, è stato da ultimo prorogato con il provvedimento del direttore dell’Agenzia n. 2012/94713 del 25 giugno 2012.

Accertamento da studi: un aiuto anche da altri "sintomi" di evasione


Secondo la Cassazione, nel corso dell’attività istruttoria possono essere «innestate» altre variabili anche relative a diverse metodologie di controllo

In caso di ricorso alla metodologia della ricostruzione induttiva fondata sugli studi di settore, l’Ufficio non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti, ma può fondare l’avviso di accertamento anche su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente.

Se prima c’è stato l’accertamento è nullo il recupero del credito d’imposta


È sempre illegittima la duplicazione d’imposta

L’introduzione, ad opera della L. 311/2004, degli avvisi di recupero dei crediti d’imposta non può mai cagionare la duplicazione del tributo richiesto dall’Agenzia delle Entrate.
Questo è l’importante principio espresso dalla C.T. Prov. di Reggio Emilia con la sentenza dello scorso 22 ottobre, la n. 134 della quarta sezione.

lunedì 15 ottobre 2012

Liti condominiali quasi pronte per la "mediazione obbligatoria"


È al Senato, intanto, un Ddl. sull’interpretazione autentica dell’art. 5 sulla mediazione obbligatoria

Dai dati sulle attività di mediazione civile e commerciale di cui al DLgs. 28/2010 svolte dalle Camere di Commercio, rappresentati nella ricerca realizzata per Unioncamere dal consorzio AAster – svoltasi da settembre 2011 a settembre 2012 –, è emersa l’estrema convenienza della giustizia alternativa rispetto alla via ordinaria, sia in termini di tempi che di costi per la soluzione delle controversie. Basti pensare che – così si legge nel rapporto – il ricorso alla mediazione gestita dalle Camere di Commercio avrebbe generato un risparmio stimato di 123 milioni di euro, e a livello complessivo, al di fuori quindi dei procedimenti condotti dalle stesse, di oltre 480 milioni di euro.

Deroghe per i contratti a termine nelle start up innovative


In base al DL Crescita 2.0, per i primi 4 anni il ricorso a tale contratto viene "liberalizzato"

Creazione di un ambiente favorevole alla crescita e al rilancio della competitività, alla maggiore occupazione, in particolare giovanile, e all’attrazione di talenti e capitali dall’estero. Forte ancoraggio all’innovazione tecnologica e necessità di strutturarsi secondo modalità organizzative di tipo flessibile e dinamico, che rendano la gestione più semplice e meno onerosa. Sono queste, in sintesi, le finalità e le caratteristiche delle nuove imprese “start up innovative” introdotte dal decreto “Crescita 2.0”, con implicazioni anche sul piano dell’organizzazione delle risorse umane.

Sono nulle anche le clausole compromissorie per arbitrato "irrituale"


Per la Cassazione, la controversia può essere introdotta solo davanti all’Autorità giudiziaria ordinaria

La disposizione statutaria che preveda una clausola compromissoria per arbitrato “irrituale” non conforme alle indicazioni dell’art. 34 del DLgs. 5/2003 è radicalmente nulla e la controversia può essere introdotta solo davanti all’Autorità giudiziaria ordinaria. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, nella sentenza 10 ottobre 2012 n. 17287, aderendo a quell’orientamento (cfr. Cass. 9 dicembre 2010 n. 24867) che estende all’arbitrato “irrituale” (in cui le parti stabiliscono che la controversia deve essere definita dagli arbitri con una statuizione finale che non ha natura ed efficacia di sentenza, ma i caratteri propri di un libero accordo contrattuale) i principi sanciti per l’arbitrato “rituale” (cfr. da ultimo Cass. 13 ottobre 2011 n. 21202). In senso contrario, peraltro, si vedano Cass. 4 giugno 2010 n. 13664 e App. Napoli 14 gennaio 2009.

Nel caso di specie, il socio di una srl agiva in giudizio contro i relativi amministratori chiedendo l’accertamento dell’illegittimità dell’autoattribuzione in comodato di taluni beni della società, nonché la revoca degli stessi e la condanna al pagamento del controvalore del godimento illegittimo. Gli amministratori eccepivano l’inammissibilità e l’improcedibilità della domanda per l’esistenza di una clausola compromissoria per arbitrato “irrituale”, che prevedeva la nomina di un arbitro ad opera di ciascuna delle parti e del terzo arbitro di comune accordo tra le stesse o, in difetto, da parte del Presidente del Tribunale. Clausola non in linea con quanto sancito dall’art. 34, comma 2 del DLgs. 5/2003, che impone, a pena di nullità, di conferire il potere di nomina degli arbitri ad un soggetto estraneo alla società, sostituito, in caso di omissione, dal Presidente del Tribunale.

Il Giudice di merito, ritenuta nulla la clausola compromissoria, disponeva la prosecuzione del giudizio. Gli amministratori proponevano, quindi, “regolamento di competenza”, sostenendo che la clausola, seppure nulla come clausola compromissoria per arbitrato “endosocietario”, avrebbe dovuto considerarsi valida come clausola di arbitrato di “diritto comune”. La Suprema Corte reputa infondato il “regolamento di competenza”, con conseguente competenza dell’Autorità giudiziaria ordinaria, dovendo ritenersi radicalmente nulla la clausola compromissoria non adeguata alla prescrizione dell’art. 34 del DLgs. 5/2003 (cfr. Cass. 13 ottobre 2011 n. 21202, Cass. 20 luglio 2011 n. 15892 e Cass. 9 dicembre 2010 n. 24867, in tema di responsabilità professionale dei notai per la redazione di un atto costitutivo di società recante una clausola compromissoria difforme dal disposto dell’art. 34 del DLgs. 5/2003).

La radicale nullità di simili clausole – con rifiuto della tesi del “doppio binario”, secondo la quale le clausole “non adeguate” potrebbero continuare ad applicarsi accanto a (o invece di) quelle conformi alla ricordata disposizione normativa – si fonda su una serie di argomentazioni che appare opportuno riproporre nella loro completezza: l’art. 34, comma 2 del DLgs. 5/2003 utilizza una terminologia che evidenzia la doverosità della previsione del particolare tipo di nomina; la sanzione della nullità è dettata dall’esigenza di garantire il principio di ordine pubblico dell’imparzialità della decisione; se la norma prevedesse un semplice onere di adeguamento, la previsione della nullità sarebbe svuotata di ogni forza conformativa della realtà giuridica societaria, che rientra invece nelle finalità dell’intervento normativo; la disciplina delegata in tema di arbitrato è stata pacificamente dettata per superare le difficoltà applicative ed i contrasti giurisprudenziali riguardanti l’applicazione dell’arbitrato alla materia societaria e tale finalità sarebbe frustrata dalla possibilità di avvalersi di clausole diverse da quella espressamente prevista.

Le restanti argomentazioni sono le seguenti: il riconoscimento della “possibilità” che gli statuti societari rechino una clausola compromissoria con specifici requisiti non significa che essi possono contenere anche clausole con requisiti diversi, ma solo che è previsto non l’obbligo, ma la facoltà di inserire tale clausola; i lavori preparatori non contrastano l’interpretazione seguita perché, se è vero che l’arbitrato endosocietario non sostituisce “il modello codicistico (naturalmente ultrattivo anche in materia societaria)”, è altrettanto vero che la stessa relazione afferma che le clausole compromissorie inserite negli statuti “(essendo – peraltro – esclusa la soluzione di compromesso sulla base di una rigorosa interpretazione della legge delega) devono necessariamente prevedere, a pena di nullità, la designazione del collegio da parte di terzi imparziali”, con ciò confermando che il modello codicistico di arbitrato ultrattivo è solo quello che si ricollega al “compromesso” e non quello che potrebbe collegarsi ad una clausola compromissoria; l’esclusività della clausola compromissoria conforme all’art. 34 del DLgs. 5/2003 è confermata dalla maggioranza qualificata prevista per la relativa introduzione, che altrimenti non avrebbe alcuna giustificazione.

La Cassazione spiega la gerarchia delle interpretazioni delle norme


Affrontato il rapporto tra interpretazioni aventi ad oggetto norme di carattere generale ed interpretazioni riguardanti norme di carattere speciale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17584 depositata ieri, partendo da una questione interpretativa relativa alla corretta applicazione dell’imposta di registro, affronta il rapporto esistente tra interpretazioni aventi ad oggetto norme di carattere generale ed interpretazioni riguardanti, invece, norme di carattere speciale.

La rinuncia all’adesione interrompe la sospensione del termine per il ricorso


La Cassazione afferma un principio molto importante, dal quale si desume che mai il contribuente deve dichiarare di rinunciare all’adesione

La Suprema Corte, con una sentenza depositata ieri, la n. 17439, ritorna ad occuparsi di un tema che risulta molto importante: la permanenza della sospensione del termine per ricorrere derivante dall’istanza di accertamento con adesione nel caso in cui sia dimostrato in atti che il contribuente abbia inteso rinunciare alla domanda.

Mediazione per le controversie su crediti da dichiarazioni omesse


Se il valore della controversia è inferiore a 20mila euro, il contribuente può, con l’accordo di mediazione, ottenere il riconoscimento del credito

Le controversie concernenti il riconoscimento dei crediti scaturenti dalle dichiarazioni omesse possono essere definite attraverso un accordo di mediazione o di conciliazione giudiziale. È quanto si desume da un’attenta analisi della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 34 del 6 agosto 2012. Preme porre l’accento sul fatto che tale documento di prassi interviene in merito alla problematica relativa al riporto delle eccedenze di imposta a credito generate nel precedente periodo d’imposta per il quale la dichiarazione risulta omessa.

Nuova proroga per le comunicazioni IVA degli operatori finanziari


L’Agenzia ha di nuovo differito, al 31 gennaio 2013, il termine per lo spesometro dei pagamenti "tracciati"

Con un provvedimento emanato ieri, l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente differito, al 31 gennaio 2013, il termine, già in precedenza prorogato al 15 ottobre 2012, per la comunicazione, da parte degli operatori finanziari di cui all’art. 7, comma 6, del DPR 605/73, delle operazioni rilevanti ai fini IVA, di importo almeno pari a 3.600 euro IVA compresa, in cui l’acquirente è consumatore finale, in relazione alle quali il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate.

Le aree fabbricabili pertinenziali sono da tassare

Effetti anche sull’IMU della decisione della C.T. Prov. di Treviso sull’area destinata a giardino edificabile

Le aree di pertinenza dei fabbricati non possono sfuggire, soprattutto se classificate come fabbricabili, all’autonoma tassazione sulla base del solo criterio “fattuale”, che potrebbe essere ingannevole. Lo si desume dalla sentenza n. 71/4/12, con la quale la Commissione tributaria provinciale di Treviso ha respinto il ricorso proposto da un contribuente villorbese.

Meno spese per avviare le start up

Previste alcune deroghe al diritto societario nella bozza del decreto "Crescita 2.0"

Riduzione del capitale sociale per perdite di oltre un terzo e al di sotto del minimo legale, categorie di quote, operazioni sulle proprie partecipazioni, emissione di strumenti finanziari, oneri per l’avvio.

Non sono sanzionabili le violazioni IVA se "aggiustate" prima della liquidazione


Principio che pare confermato dall’Agenzia delle Entrate in occasione dell’aumento di aliquota al 21%

L’art. 6 del DLgs. 471/97 contempla che le sanzioni sull’errata/omessa/infedele fatturazione nonché registrazione delle operazioni vadano dal 100% al 200% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio.

Calcolo del reddito con regole ordinarie per le società agricole


Il Ddl. di stabilità per il 2013 elimina la possibilità per le società agricole di optare per la tassazione a reddito agrario

L’art. 12 del Ddl. di stabilità per il 2013, che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 9 ottobre scorso, contiene disposizioni che interessano il settore agricolo.

venerdì 12 ottobre 2012

Sulle auto aziendali la deducibilità scende al 20%


La bozza del Ddl. di stabilità prevederebbe, dal 2013, un dimezzamento della percentuale di deducibilità rispetto all’attuale 40%

Dimezzata la deduzione delle auto aziendali e dei professionisti: dal 2013, la percentuale passerà dall’attuale 40% al 20%. La bozza della Legge di stabilità prevede, infatti, un’ulteriore riduzione, al 20%, della percentuale di deducibilità dei costi relativi alle auto di imprese e professionisti; tale misura sostituisce, di fatto, la deducibilità al 27,5% introdotta dalla L. 92/2012. Resta ferma, invece, la deducibilità al 70%, sempre dal 2013, per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta.

Niente fallimento per le start up innovative


L’assoggettamento è solo alla disciplina della gestione della crisi da sovraindebitamento

La bozza del decreto “Crescita 2.0” approvato dal Governo prevede una disciplina ad hoc per le “start up innovative”, società che, se in possesso di determinati requisiti, godono di una serie di misure fiscali di favore, con deroghe anche al diritto societario e al diritto fallimentare e disposizioni specifiche in materia di rapporto di lavoro subordinato (artt. 25-32 della bozza – Sezione IX “Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative”).

PEC anche per le imprese individuali


Per le imprese già iscritte, obbligatorietà entro il 31 dicembre 2013

L’art. 5 della bozza del decreto “Crescita 2.0” estende l’obbligatorietà dell’attivazione di un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) in capo a tutte le imprese individuali che si iscriveranno al Registro delle imprese successivamente alla data di entrata in vigore del decreto.

Segnalazioni antiriciclaggio: solo l' 1% proviene dai professionisti


Durante un convegno a Torino sul tema, è stato fornito un quadro sullo stato dell’arte delle disposizioni normative e suggerimenti di natura operativa

Si è tenuto ieri il convegno “La normativa antiriciclaggio per i professionisti e gli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette”, organizzato dall’ODCEC di Torino. Forte l’interesse per i temi in agenda. A favorire l’elevata affluenza dei partecipanti ha contribuito la lista dei relatori che, oltre a componenti del Gruppo di studio Antiriciclaggio ODCEC di Torino, annoverava rappresentanti istituzionali del MEF (Federico Lucchetti), dell’UIF (Daniela Muratti – delegata antiriciclaggio professionisti) e della GdF (Ten. Col. Ivan Bixio – comandante Gruppo Tutela Mercato dei Capitali, Nucleo di Polizia Tributaria Torino).

Le fideiussioni facili portano alla bancarotta


Per la Cassazione, rilevante il rilascio di fideiussioni anche a società prive di garanzie e già in stato di dissesto

Risponde di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose (art. 223, comma 2, n. 2 del RD 267/42) l’amministratore di una società cooperativa – fallita nel 2001 ed avente ad oggetto sociale la concessione di fideiussioni relative ad obbligazioni assunte dai soci nei confronti dei terzi fornitori – che, nonostante la perdita del capitale sociale, non solo prosegue l’attività, ma rilascia fideiussioni anche a società prive di garanzie e, talvolta, già in stato di dissesto. A precisarlo è la Corte di Cassazione, nella sentenza 11 ottobre 2012 n. 40183.

Il licenziamento è illegittimo se la contestazione dell’addebito è generica


Per la Cassazione, la lettera di contestazione deve indicare con precisione i fatti che costituiscono una grave violazione di obblighi disciplinari

Il licenziamento per giusta causa è da ritenersi illegittimo se la lettera di contestazione dell’addebito risulta talmente generica e caratterizzata dalla mancata indicazione di fatti specifici che costituiscono un’oggettiva  violazione di obblighi disciplinari, da non consentire al lavoratore l’esercizio dell’effettivo diritto di difesa previsto dall’art. 7 della L. n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori).

Nuova estensione per il processo tributario telematico


Introdotta la PEC per le comunicazioni nelle Commissioni tributarie di Campania, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Toscana e Valle d’Aosta

Si aggiunge un nuovo “tassello” per il completamento dell’operatività del “processo tributario telematico”.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 238 di ieri è stato infatti pubblicato il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 2 ottobre 2012, che estende l’uso della posta elettronica certificata (PEC) nel processo tributario alle Commissioni tributarie provinciali e regionali delle Regioni Campania, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Toscana e Valle d’Aosta.

Parte la consultazione pubblica per la dichiarazione IMU


Avviata da ieri sul sito del Dipartimento delle Finanze, resterà aperta fino al 19 ottobre

Il Ministero delle Finanze ha avviato ieri una consultazione pubblica dello schema di decreto ministeriale di approvazione del modello e delle istruzioni della dichiarazione IMU per il 2012, che terminerà il prossimo 19 ottobre.

"Stretta" sugli oneri deducibili e detraibili già dal 2012


Le nuove limitazioni riguardano i contribuenti con reddito complessivo IRPEF superiore a 15.000 euro

L’ultima bozza del disegno di legge di stabilità per il 2013 contiene una pesante “stretta” sugli oneri deducibili e detraibili ai fini IRPEF disciplinati dagli artt. 10 e 15 del TUIR, salvo alcune eccezioni, destinata a colpire i soggetti con un reddito complessivo superiore a 15.000 euro. Non solo, è previsto che le disposizioni limitative, in deroga allo Statuto del contribuente, si applichino a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, quindi già con riferimento a quest’anno, con pesanti effetti sulle prossime dichiarazioni dei redditi (730/2013 e UNICO 2013).

martedì 9 ottobre 2012

IMU degli enti non profit, bocciato il regolamento del Ministero


Il Regolamento IMU per gli enti non commerciali del Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato bocciato dal Consiglio di Stato

Dopo che il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha trasmesso al Consiglio di Stato, il 5 settembre 2012, lo schema di regolamento di attuazione dell’articolo 91-bis, comma 3, del DL n. 1/2012, convertito in L. n. 27/2012, la sezione Consultiva per gli Atti Normativi che si è adunata il 27 settembre scorso ha bocciato tale documento messo a punto dal Governo (si veda il Parere Consiglio di Stato 4 ottobre 2012 n. affare 07658/2012).

L'"adeguata verifica" della clientelamette a rischio paralisi l'attività professionale


I nuovi obblighi in tema di antiriciclaggio possono limitare gravemente l’esercizio dell’attività professionale

Le disposizioni antiriciclaggio che impongono l’astensione dalla prestazione al professionista che non sia in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela si “arricchiscono” di un nuovo tassello.
Per effetto di quanto disposto dall’art. 18 del DLgs. 19 settembre 2012, n. 169, in vigore dal prossimo 17 ottobre, all’art. 23 del DLgs. 231/2007 è infatti aggiunto il comma 1-bis che, a corollario di quanto già previsto dal primo comma, stabilisce che, laddove non sia possibile rispettare gli obblighi di adeguata verifica in relazione a prestazioni professionali in corso di realizzazione, il professionista dovrà restituire al cliente i fondi, gli strumenti e le altre disponibilità finanziarie di spettanza, liquidandone il relativo importo tramite bonifico su un conto corrente bancario indicato dal cliente stesso.

lunedì 8 ottobre 2012

Il compenso da amministratore di soggetti esteri è tassabile in Italia


Tale principio vale per i residenti che svolgono l’attività di amministratore presso una società estera

Il compenso percepito per la propria attività di amministratore di un soggetto estero, in linea generale, non rientra tra i redditi di lavoro dipendente svolto all’estero. Tuttavia, se l’attività viene svolta da un soggetto residente in Italia in favore di una società localizzata, ad esempio, in Spagna, anche tale reddito viene tassato nel nostro Paese.

Locazioni di immobili strumentali, dubbi sull’opzione per i contratti in corso


Il passaggio dall’imponibilità obbligatoria all’imponibilità su opzione, determinato dall’entrata in vigore del DL 83/2012, comporta alcune criticità

Con l’entrata in vigore del DL 83/2012, alcune locazioni di fabbricati strumentali sono passate da imponibili per obbligo ad esenti in assenza di opzione. Si ricorda infatti che, fino al 25 giugno 2012 (data di entrata in vigore del DL 83/2012), le locazioni di fabbricati strumentali, pur essendo in linea di principio esenti da IVA, ricadevano nel regime di imponibilità:
- per obbligo, nel caso in cui il conduttore fosse un soggetto non IVA o avesse un pro rata inferiore o pari al 25%;
- per opzione, in tutti gli altri casi.

La PEC per velocizzare le procedure concorsuali


Introdotta la tecnologia telematica nei rapporti fra creditori e curatore

Tra le novità introdotte dalla bozza del “Decreto Crescita 2.0”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 ottobre scorso, vi sarebbero anche quelle in materia di “Giustizia Digitale” (Sezione VI della bozza). In particolare, l’art. 17 riguarderebbe ulteriori modifiche alla L. fall. (oltre al DLgs. 270/99, relativo all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza), con disposizioni volte a velocizzare le comunicazioni nelle procedure concorsuali e, conseguentemente, a contenere i costi per la gestione di dette procedure.

Illegittima la cartella notificata al liquidatore di una società cancellata


In caso di cancellazione dal Registro delle imprese, la cartella deve essere invece notificata ai soci

La cartella di pagamento è priva di qualsiasi efficacia, se notificata al liquidatore di una società di capitali che era stata cancellata dal Registro delle imprese. Lo ha riaffermato la sezione tributaria della Corte di Cassazione che, con sentenza n. 14880 del 5 settembre 2012, ha rigettato il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate.

L'accertamento anticipato è nullo anche se sono state presentate le osservazioni


Ciò perché, spiega la Cassazione, il contribuente potrebbe presentarne di nuove fino allo spirare del termine sospensivo di sessanta giorni

È nullo l’accertamento emesso prima di sessanta giorni della consegna del PVC, anche se tale emissione avviene dopo la presentazione di osservazioni da parte del contribuente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza di ieri, 5 ottobre 2012, n. 16999.

Prosegue ormai da svariati anni la vexata quaestio sulla legittimità dell’accertamento cosiddetto anticipato, ovvero emesso prima del termine sospensivo di sessanta giorni dalla consegna del PVC su cui si fonda previsto dall’articolo 12, comma 7, dello Statuto del contribuente (L. 212/2000). Invero, la disposizione, come osservato in alcune pronunce della Suprema Corte, non reca alcuna sanzione di nullità espressa dell’atto nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria non rispetti l’anzidetta sospensione temporale (cfr. Cass. 19875/2008, nn. 3988 e 21103 del 2011). Pertanto, secondo tale filone giurisprudenziale, l’accertamento anticipato è comunque valido.

La giurisprudenza costituzionale, invece, ritiene sostanzialmente che l’atto impositivo emesso prima dello spirare del succitato termine sia nullo se non reca le argomentazioni in ordine ai requisiti previsti dalla disposizione statutaria de qua circa la “particolare e motivata urgenza” che ha determinato l’adozione del provvedimento antecedentemente allo spirare del termine sospensivo stabilito dallo Statuto. In sostanza, si tratterebbe di un difetto di motivazione, previsto e disciplinato in via generale per gli atti amministrativi dall’articolo 21-septies della L. 241/1990 e più specificamente in materia tributaria dagli articoli 42 del DPR 600/1973 e 56 del DPR 633/1972 (cfr. Corte Cost., sent. n. 244 del 2009). Alla luce di tale posizione assunta dalla Consulta, la Cassazione si è in parte conformata, stabilendo, con alcune successive pronunce, la nullità dell’avviso di accertamento anticipato (n. 22320/2010, 10381/2011 e 18966/2011).

La sentenza odierna dei Giudici del Palazzaccio, innestandosi nel filone giurisprudenziale delle pronunce da ultimo richiamate, rinvigorisce la posizione degli Ermellini a favore della nullità dell’avviso di accertamento anticipato, ma non solo. La decisione, infatti, aggiunge un quid pluris assai interessante, giacché, con essa, la Suprema Corte ha stabilito che la nullità dell’accertamento anticipato non “possa derogarsi nel caso che il contribuente presenti osservazioni prima dello spirare del termine previsto dall’articolo 12, comma 7, della legge 212/2000, posto che ai sensi di tale disposizione, solo con lo spirare di detto termine, si consuma la sua facoltà di esporre osservazioni e richieste all’Ufficio impositore”.

In sostanza, se il contribuente ha presentato le sue memorie difensive dieci giorni dopo la consegna del PVC, ben potrebbe dopo venti giorni presentarne di nuove, e così via fino allo spirare del termine sospensivo di sessanta giorni previsto dallo Statuto prima dell’emissione dell’atto impositivo: è questo il senso della sentenza odierna. Conseguentemente, l’Ufficio non può emettere l’avviso di accertamento prima dello spirare di tale termine, anche se il contribuente ha già presentato una volta le sue memorie.

Se si condivide la tesi fatta propria dalla Consulta e da una parte della Cassazione per cui l’accertamento anticipato è comunque nullo, non può che rilevarsi la correttezza del principio fissato dalla Suprema Corte, con la pronuncia in commento.

Vi è da ricordare, tuttavia, che un’altrettanto ampia parte della Cassazione condivide una posizione esattamente opposta a quella da ultimo illustrata: si tratta di quel filone giurisprudenziale di legittimità già sopra richiamato che, per vari motivi, tra cui l’assenza di una specifica sanzione di nullità, ritiene che l’accertamento anticipato sia sempre valido.

Sempre più necessaria la pronuncia a Sezioni Unite
Più recentemente, i Giudici di Piazza Cavour hanno stabilito che l’accertamento emesso prima del termine sospensivo di sessanta giorni è valido se sono in scadenza i termini per l’esercizio dell’attività accertatrice, e ciò anche se non è stata indicata nell’atto tale ragione di “particolare e motivata urgenza” per l’adozione del provvedimento, atteso che l’Ufficio deve esplicitare esclusivamente le ragioni della pretesa tributaria ex articolo 7 dello Statuto. Il contribuente, poi, può dimostrare l’inesistenza di tali ragioni di urgenza sia in sede amministrativa, attraverso l’autotutela, che in sede contenziosa, con la proposizione del ricorso (cfr. Cass. n. 11944/2012).
Stante il persistente contrasto tra le varie posizioni, si rende, quindi, sempre più necessaria l’attesa pronuncia a Sezioni Unite, a cui è stata demandata la questione (Cass. n. 7318/2012), al fine di porre un punto fisso alla dibattuta questione.

Delega al Governo sull’autonoma organizzazione IRAP


Con un emendamento approvato dalla Commissione Finanze, si cerca di risolvere l’annosa questione dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP

Con un emendamento approvato dalla Commissione Finanze della Camera – che ieri ha dato il via libera al Ddl. delega fiscale – il Parlamento prova a mettere un punto fermo su una delle questioni tributarie più dibattute negli ultimi anni, vale a dire il concetto di autonoma organizzazione ai fini dell’IRAP.
Nell’ambito della delega fiscale, viene infatti affidato al Governo il compito di definire l’autonoma organizzazione ai fini dell’assoggettabilità all’IRAP di professionisti e piccoli imprenditori.

Sugli interpelli disapplicativi la Cassazione ci ripensa


Se il contribuente non impugna la risposta resa a seguito di interpello, nel ricorso contro l’accertamento la difesa non è preclusa

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.  8663/2011, aveva affermato, con specifico riferimento agli interpelli disapplicativi ex art. 37-bis comma 8 del DPR 600/73, che il contribuente, a seguito di domanda di interpello, sarebbe stato tenuto a impugnare la risposta, in quanto tale atto altro non sarebbe che un diniego di agevolazione.

La srl semplificata sopravvive al superamento del 35° anno di età


È uno dei chiarimenti forniti dal Comitato Triveneto dei Notai attraverso alcune massime pubblicate nei giorni scorsi

La disciplina della neonata “società a responsabilità limitata semplificata”, operativa dallo scorso 29 agosto 2012, è stata oggetto di chiarimenti dal parte del Comitato Triveneto dei Notai in alcune massime pubblicate nei giorni scorsi.

Oltre 230 milioni di incentivi all’occupazione di donne e giovani

Firmato il decreto interministeriale che introduce la misura: riguarderà i rapporti di lavoro stabilizzati o attivati entro il 31 marzo 2013

Pronto il decreto interministeriale che consentirà di riconoscere ai datori di lavoro provati incentivi da destinare al sostegno dell’occupazione di donne e giovani. Il provvedimento è stato infatti firmato dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero. Lo ha reso noto ieri il Ministero.

Disciplina speciale per le start up innovative


Sono previsti precisi requisiti per accedere alle misure di favore, societarie e fiscali, riconosciute a tali soggetti

Start up innovative al centro delle misure di favore previste dal decreto “Crescita 2.0” approvato dal Governo.
L’art. 25 della bozza definisce innanzitutto “start up innovativa” la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del TUIR, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

Soggettività passiva ai fini IMU nei patti di riservato dominio: aspetti da chiarire


Le istruzioni del modello di dichiarazione potrebbero sciogliere i dubbi al riguardo

Un altro tema dell’IMU che meriterebbe qualche chiarimento, anche in sede delle annunciate istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU “sperimentale”, è la cessione (a titolo oneroso) dei beni immobili (terreni e fabbricati) con patto di riservato dominio o con riserva della proprietà.

venerdì 5 ottobre 2012

Startup al femminile


Molte donne hanno creduto nella propria idea e hanno avviato una attività imprenditoriale.

Le startup al femminile sono ancora poche, ma le nuove imprese create da donne sono tendenzialmente in aumento.  Il 47% delle 18.794 aziende costituite in Italia tra settembre 2010 e settembre 2011 sono a conduzione femminile con un incremento positivo dello 0,6%. A confermarlo sono i dati dell’Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere, che fotografano l’aumento dell’iniziativa femminile nel mercato del lavoro.

La chiusura del rapporto con la fiduciaria annulla il rimpatrio

Per beneficiare degli esoneri previsti dalla disciplina dello scudo fiscale-ter, le attività finanziarie emerse devono rimanere amministrate da un intermediario

Secondo quanto chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 13 settembre 2010 n. 45, per le attività rimpatriate a seguito dell’adesione allo scudo fiscale (ex art. 13-bis del DL 78/2009) l’esonero dalla presentazione del modulo RW è definitivo sempre che le medesime attività siano detenute in Italia ovvero siano oggetto di deposito, custodia, amministrazione o gestione presso un intermediario residente (“rimpatrio giuridico”). Per quanto riguarda le attività oggetto di regolarizzazione, invece, l’esonero della compilazione del modulo RW non è definitivo, in quanto, permanendo all’estero, le stesse rimangono assoggettate agli obblighi dichiarativi connessi al monitoraggio fiscale.

Direzione e coordinamento: il controllo rende difficile la prova contraria


Per superare la presunzione di direzione e coordinamento, va provata la conoscenza dell’inesistenza di tale attività in capo ai danneggiati

La sentenza 14 settembre 2012 del Tribunale di Prato – già oggetto di esame per i profili attinenti alla responsabilità del collegio sindacale – fornisce interessanti chiarimenti anche in relazione alla responsabilità da attività di direzione e coordinamento.

Beni in godimento ai soci con ricadute IRAP


L’inerenza civilistica deve essere ponderata con le disposizioni del TUIR

La questione dell’indeducibilità dei costi introdotta dal DL n. 138/2011 convertito in caso di beni concessi in godimento ai soci presenta ancora diversi profili problematici, anche dopo i chiarimenti intervenuti con la circolare n. 24 del 15 giugno 2012 e la circolare n. 36 del 24 settembre 2012 dell’Agenzia delle Entrate.
Ricordiamo, in estrema sintesi, che il comma 36-quaterdecies dell’art. 2 del DL n. 138/2011 prevede che i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari per un corrispettivo inferiore al valore di mercato “non sono in ogni caso ammessi in deduzione dal reddito imponibile”.

Legittima la rettifica della detrazione IVA in caso di furto di beni


La Corte Ue ha ricordato che la rettifica va operata in presenza di «modificazioni» intervenute successivamente alla dichiarazione dell’IVA

La Corte di Giustizia, con sentenza 4 ottobre 2012, procedimento C-550/11, chiarisce che l’art. 185, par. 2, dir. 2006/112/CE deve essere interpretato nel senso che non osta a disposizioni tributarie nazionali la rettifica della detrazione dell’IVA operata a monte al momento dell’acquisto di beni, qualora il contribuente sia stato “vittima di un furto” dei beni stessi il cui autore non sia stato identificato.

L’occultamento o distruzione di scritture contabili concorre con la bancarotta


Le fattispecie presentano differenze nei beni giuridici tutelati, nell’elemento soggettivo, nell’oggetto materiale e negli effetti da procurare

Il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili, nonostante la clausola di riserva contenuta nell’art. 10 del DLgs. 74/2000, può concorrere con il delitto di bancarotta fraudolenta documentale.
A stabilirlo è la sentenza 4 ottobre 2012 n. 38725 della Corte di Cassazione.

Start up: detrazione IRPEF pari al 19% della somma investita


Via libera del Governo alle nuove misure per la crescita, che introducono nel nostro ordinamento definizione e requisiti della nuova impresa innovativa

“Decreto Crescita 2.0”: così il Governo ha battezzato il DL con la seconda tranche di disposizioni a favore dello sviluppo, al quale ha dato il via libera nel corso del Consiglio dei Ministri di ieri, a sottolineare che le misure in esso contenute puntano – come si legge nel comunicato stampa, in modo ambizioso – a fare dell’Italia un luogo nel quale l’innovazione rappresenti un fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività delle imprese.

La proroga della dichiarazione IMU al 30 novembre 2012


Lo prevede lo schema di decreto sugli enti locali approvato ieri dal CdM, che dispone anche il potenziamento dell’attività di controllo

Nello schema di decreto recante “Disposizioni in materia di finanza e di funzionamento degli enti locali”, che è stato discusso e approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, sono previste disposizioni per rafforzare il sistema di controllo interno degli enti locali, oltre a quello esterno operato da società di revisione e Corte dei Conti.
Tra le altre novità, è prevista l’introduzione, per gli enti locali con più di 5mila abitanti, di un controllo strategico per la verifica dello stato di attuazione dei programmi e di controlli che lo stesso ente dovrà definire per monitorare l’attività delle sue società partecipate.

giovedì 4 ottobre 2012

Sempre valide anche le cessioni di crediti a beneficio della consolidante


La circ. 38 dell’Agenzia analizza la nuova disciplina per i soggetti che optano per il regime del consolidato fiscale nazionale, introdotta dal DL 16/2012

Con la circolare n. 38/2012, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito alla nuova disciplina sulle cessioni delle eccedenze IRES e dei crediti di imposta tra soggetti che hanno optato per il regime del consolidato fiscale nazionale (introdotta dal DL 16/2012, conv. L. 44/2012).

Le operazioni prive di adeguate garanzie chiamano in causa il collegio sindacale


Il Tribunale di Prato individua una serie di ipotesi nelle quali il controllo di legalità sostanziale dei sindaci non risulta correttamente effettuato

Il collegio sindacale che – a fronte di concessione di finanziamenti a società controllate in perdita, invio di un ammontare particolarmente elevato di merci ad un cliente e vendita di un immobile sociale in assenza di apposite garanzie, affitto d’azienda deliberato in presenza di conflitto di interessi in capo a due componenti del cda – non attiva i poteri ad esso riconosciuti, risponde, in solido con gli amministratori, dei danni derivati alla società.
Sono queste le indicazioni desumibili dalla sentenza 14 settembre 2012 del Tribunale di Prato.

Dal 17 ottobre, giro di vite su libretti al portatore e assegni "liberi"


Il DLgs. 169/2012 reca importanti novità anche in materia di «astensione» dalla prestazione

Il DLgs. n. 169/2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 230 del 2 ottobre 2012, reca importanti modifiche anche alla disciplina antiriciclaggio di cui al DLgs. 231/2007. Tra le altre, si segnalano quelle riguardanti l’obbligo di astensione e la disciplina sanzionatoria correlata ai libretti al portatore e agli assegni; novità che saranno in vigore dal 17 ottobre prossimo.

Tirocinio ridotto retroattivo, ma almeno un anno deve essere svolto "post laurea"


La conferma arriva in una comunicazione inviata dal MIUR a tutti gli atenei, mentre sulla questione dei revisori bisognerà attendere ancora

Tra le lettere ricevute nella casella e-mail della Redazione, numerose – nel corso degli ultimi mesi – sono state quelle dedicate ai dubbi sul periodo transitorio del “tirocinio ridotto”. Una praticante commercialista dell’Ordine di Catania, ad esempio, poneva l’accento su una situazione alquanto diffusa: “È ormai chiaro – si legge nella lettera – che la misura ha effetto retroattivo. Quello che non è chiaro è cosa succederà a quegli iscritti che, pur avendo maturato già 18 mesi di Tirocinio, non hanno ancora conseguito la laurea magistrale”. La tirocinante si chiedeva, in particolare, quanti dei 22 mesi da lei accumulati potessero esserle riconosciuti.

Commercialista centrale nella normativa 231


Il Consiglio nazionale ha dedicato agli ambiti di intervento del professionista un apposito studio, diffuso ieri con l’Informativa n. 74

Nella giornata di ieri, con l’informativa n. 74, è stato diffuso il documento “La responsabilità amministrativa delle società e degli enti ex d.lgs. 231/2001. Gli ambiti di intervento del commercialista”, elaborato dalla Commissione di studio “Compliance aziendale” e approvato dal CNDCEC nella seduta del 13 settembre.

Per i compensi giudiziali, meglio il preventivo in forma scritta


Per il CNDCEC, alla luce del DM 140/2012, l’assenza di prova del preventivo costituisce elemento di valutazione negativa da parte del giudice

Il CNDCEC, con l’Informativa n. 73 di ieri, 3 ottobre 2012, è tornato sul tema dei compensi del professionista, illustrando la normativa sul punto.

Senza iscrizione nel VIES si applica il regime delle "vendite a distanza"


L’identificazione in Italia è però inutile perché l’IVA è assolta con il reverse charge

Per effetto del regime introdotto dall’art. 21 del DL n. 78/2010, l’applicazione del principio di tassazione nel Paese di destinazione, proprio delle operazioni intracomunitarie, resta precluso in assenza di iscrizione nell’archivio VIES, così come nei 30 giorni successivi alla presentazione della dichiarazione di inizio attività o della richiesta di iscrizione.

Professionisti ancora nel mirino dell’Antitrust


L’AGCM chiede di eliminare i riferimenti normativi all’adeguatezza del compenso rispetto a decoro professionale e importanza dell’opera

Nella segnalazione, richiesta dal Governo in adempimento di quanto prescritto dall’art. 47, comma 2 della L. 99/2009 e inviata anche al Parlamento, l’Antitrust ribadisce che l’apertura dei mercati e l’introduzione dei meccanismi concorrenziali sono ingredienti imprescindibili per stimolare la crescita e migliorare il benessere dei consumatori.

Per l’emersione dei lavoratori irregolari, datore in regola con i contributi


La circolare 48 dell’INAIL pone particolare attenzione alla regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo contributivo

Come noto, fino alle ore 24 del prossimo 15 ottobre, sarà possibile presentare la dichiarazione di emersione dei lavoratori irregolari stranieri, prevista dall’art. 5 del DLgs. n. 109/2012. Dopo i recenti interventi di prassi dei Ministeri interessati e dell’INPS, con la circ. n. 48/2012 anche l’INAIL ha fornito chiarimenti e istruzioni per la gestione degli adempimenti connessi alla procedura di regolarizzazione e riconducibili all’ambito di sua competenza.

mercoledì 3 ottobre 2012

Agevolazioni per il fondo agricolo ceduto con l’azienda


L’agevolazione per la piccola proprietà contadina sembra potersi applicare limitatamente al corrispettivo del fondo agricolo

L’atto di cessione d’azienda, in quanto atto “avente per oggetto beni per i quali sono previste aliquote diverse”, a norma dell’art. 23, comma 1 del DPR 131/86, è soggetto alle varie aliquote previste per la cessione dei singoli beni aziendali, purché per ciascuno di essi siano stati indicati distintamente in atto i corrispettivi. Invece, ove non siano stati indicati in atto i corrispettivi previsti per i singoli beni, l’atto è integralmente tassato con l’aliquota dell’imposta di registro più elevata prevista per i beni aziendali.

Al via il confronto per "sfoltire" 108 adempimenti fiscali


L’Agenzia ha inviato ad associazioni e professionisti una lettera con l’elenco degli adempimenti censiti dal gruppo di lavoro, chiedendo una valutazione

Il taglio degli adempimenti fiscali inutili e troppo costosi, annunciato a luglio da Attilio Befera entra nel vivo.
Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha infatti inviato a tutte le associazioni – da quelle rappresentative delle imprese all’ANCI, passando per i consumatori e le cooperative, fino ad Assonime, ABI e ai Consigli nazionali di commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e notai – una lettera con allegata una cognizione preliminare degli adempimenti fiscali: in tutto, sono 108.

Dimissioni in bianco: le dimissioni del dipendente non sono più un atto “procedimentalmente” libero


La L. 92/2012 ha inteso tutelare la libertà negoziale del dipendente e il legittimo affidamento del datore di fronte al comportamento del lavoratore

A seguito dell’entrata in vigore della L. n. 92/2012, le dimissioni del dipendente non sono più un atto “procedimentalmente” libero. Come noto, infatti, fino all’intervento riformatore, il dipendente a tempo indeterminato poteva liberamente recedere dal contratto rassegnando le proprie dimissioni: queste ultime erano qualificate come atto unilaterale recettizio, destinato, cioè, a perfezionarsi nel momento in cui fosse giunto a conoscenza del datore di lavoro, fatto salvo il differimento della decorrenza degli effetti del recesso alla scadenza del termine di preavviso contrattualmente previsto, in modo da evitare che la risoluzione immediata del vincolo contrattuale (al di fuori delle ipotesi di giusta causa) potesse determinare un pregiudizio per l’azienda.

Definizione delle liti in CTC, conta la duplice soccombenza dell’Ufficio


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 39, prende atto delle modifiche apportate dal DL 216/2011

L’art. 3 comma 2-bis del DL 40/2010 ha introdotto una sorta di definizione automatica dei processi tributari ultradecennali pendenti in CTC.
Tale norma prevedeva che, qualora il ricorso fosse stato iscritto a ruolo in primo grado da almeno dieci anni dall’entrata in vigore del DL 40/2010, e l’Amministrazione finanziaria fosse risultata soccombente in entrambi i gradi di merito, la lite, se pendente presso la CTC, sarebbe stata automaticamente definita, senza la necessità di alcuna istanza o versamento.

martedì 2 ottobre 2012

Quando l'IMU sostituisce l'IRPEF e le relative addizionali

Imu e Unico 2013: i dubbi e i chiarimenti in materia
La circolare M.E.F. al punto 13 nel disciplinare i rapporti tra IMU e imposte sui redditi prevede che relativamente agli immobili non locati l'IMU sostituisce l'IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali dovute sui redditi fondiari. Ci si chiede se ciò determini che in sede di dichiarazione dei redditi (MOD 730 o Unico) il contribuente pur indicando gli immobili posseduti nel quadro RB, gli stessi non saranno tassati nel quando RN (modello Unico) o nel modello 730-3 (Modello 730).

IVA del 4% sulle cessioni di patate prefritte surgelate


La ris. 92 dell’Agenzia precisa che si applica l’aliquota ridotta, poiché tale prodotto non prevede l’aggiunta di altri ingredienti oltre patate e olio

Sulle cessioni del prodotto “patate prefitte surgelate” si applica l’aliquota IVA del 4%.
L’ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 92 di ieri.

Sanatoria per i lavoratori irregolari: l’INPS analizza gli aspetti contributivi

Con la circ. n. 118, l’Istituto previdenziale fornisce le istruzioni ai fini della regolarizzazione dei lavoratori irregolari stranieri

Come noto, dallo scorso 15 settembre 2012 decorre il periodo utile – fino al prossimo 15 ottobre – per i datori di lavoro che intendono presentare la dichiarazione di emersione dei lavoratori irregolari stranieri, prevista dall’art. 5 del DLgs. n. 109/2012.

La duplice notifica della cartella di pagamento spaventa i contribuenti

A differenza di ciò che sostiene la Cassazione, per notificare una seconda cartella occorre annullare la prima



Vista l’importanza e la serietà dell’argomento, è opportuno tornare a soffermarsi sul principio affermato nella sentenza 16370/2012 della Suprema Corte, concernente la legittimità circa la duplice notifica della cartella di pagamento ove il primo atto sia viziato da irregolarità del procedimento notificatorio.

Il contribuente deve scegliere tra bonus del 36-50% e Conto energia


Anche se andrebbe chiarita l’applicazione della detrazione per impianti fotovoltaici, resta fermo il divieto di cumulo con le tariffe incentivanti

 L’art. 12, comma 2 del DM 5 luglio 2012 (V Conto energia), così come il pressoché identico art. 5, comma 2 del DM 5 maggio 2011 (precedente IV Conto energia), dispone genericamente che le tariffe incentivanti di cui al citato decreto non sono applicabili nel caso in cui per lo stesso impianto fotovoltaico siano state riconosciute o siano state richieste detrazioni fiscali.